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Maestro - Biografia

La mia storia nella via delle arti marziali e della filosofia orientale più latamente è caratterizzata da un lungo percorso, segnato da eventi che hanno dato una decisa connotazione alla mia formazione. In particolare devo sottolineare il grave incidente accorsomi all’età di sette anni che mi causò l’amputazione di due dita del piede destro e gli infortuni sportivi del 1992 e del 2004 che hanno provocato la rottura del legamento crociato anteriore di entrambe le ginocchia. Questi ultimi infortuni sono stati risolti con riusciti interventi chirurgici di ricostruzione.

Da questa premessa di primo acchito si potrebbe concludere che la sfortuna mi ha danneggiato. Io non penso questo, il mio pensiero di stampo “taoista” è nel senso di vedere in questi eventi null’altro che dei fatti che sono stati strumentali alla mia crescita. Mi spiego meglio: è sicuramente vero che da ciò ho ricevuto un nocumento fisico però è altrettanto vero che tali accadimenti hanno sviluppato e forgiato in me una alta determinazione, un forte senso di sacrificio e disciplina, il mio yi si è innalzato a livelli eccezionalmente alti, e ciò, penso, sia fondamentale per colui che decide di consacrare la propria vita al DO.

Ma procediamo con ordine: iniziai la pratica marziale con il Karate stile Shotokan nel 1985, i miei primi istruttori furono Sauro Somigli, Fabrizio Fici e Gori Massimo, negli anni che seguirono fino al 1990, anno in cui conseguii il 1° dan, mi allenai costantemente 5 volte la settimana, facendo, soprattutto con Massimo G., un lavoro di tipo amatoriale sul khion tradizionale ed i kata di base. Mi cimentai, inoltre,  in competizioni di kumite sportivo, nella federazione FITAK, con alterne fortune, non avevo ancora sperimentato i frutti dell’allenamento finalizzato all’agonismo. Nello stesso periodo ebbi brevi esperienze di aikido, jujitso e taekwondo.

Gli anni dal ’90 al ’95 mi viderò seguire il M° Gori nella strada che lo portava ad aderire alla SKI-I e, quindi, ad un karate shotokan di stampo ipertradizionale. Quegli anni si dimostrarono utili, da un lato affinai la mia tecnica e compresi l’importanza della disciplina formale, dall’altro iniziai a comprendere che un karate eccessivamente rigido, quale era quello che stavo praticando, rischiava di precludere l’evoluzione nel kumite dove l’efficacia è direttamente connessa al dinamismo ed alla fluidità. Nello stesso periodo frequentavo gli stage che il M° Sauro Somigli (residente all’estero) teneva con cadenza mensile in città. Inoltre, inizia ad insegnare ai bambini del Dopolavoro Ferroviario di Firenze (dal ’98 anche gli adulti).

Nel ‘95-‘96 Sauro tornò a risiedere a Firenze, così iniziai a frequentarlo assiduamente. I miei allenamenti si intensificarono, erano con cadenza quotidiana, e in estate potei fare un viaggio-allenamento con il maestro in Indonesia. Questa esperienza fu fondamentale, si instauro in me l’idea di una dedizione all’arte marziale di tipo professionale.

Nello stesso periodo iniziai lo studio del tai-chi, sempre con il m° Somigli, e, in tale contesto, conobbi alcuni atleti provenienti dall’Izumo (Silvia del Conte, Andrea Mascaro, ecc.). Tale incontro fece si che nella seconda parte del ‘96 mi affiliassi alla Fesik come atleta dell’Izumo. Nella stagione ‘96-’97 lo sforzo fu ulteriormente intensificato, mi allenavo la mattina con Sauro e la sera all’Izumo con il M° Martinelli Fabrizio. L’obbiettivo di quel periodo era il kumite agonistico sambon. La stagione si concluse con il secondo posto ai campionati italiani (cat. -65 Kg) e la convocazione in nazionale per gli imminenti Campionati del Mondo WKC (Arezzo ’97).

L’estate del ’97 mi vide in Nepal dove assieme a Sauro e agli altri ragazzi, in qualità di co-fondatori dell’associazione di volontariato Apeiron, cercavo di aiutare i bambini di strada. Per tre mesi praticammo karate con questi bambini. Oltre che un accrescimento tecnico, l’esperienza si rivelò di grande impatto spirituale.

Nel periodo compreso dalla seconda parte del ’97 fino al 2000 mantenni la stessa intensità di allenamento. Sauro cambio il soggetto dei suoi studi, così con lui non studiavo più il kumite sportivo bensì il kata sotto la prospettiva dello studio e del controllo del corpo in movimento. Tuttavia, non abbandonai il kumite e oltre i duri allenamenti fatti con Martinelli all’Izumo iniziai a frequentare Pino Sacchi. Questo incontro si dimostro fondamentale per la mia evoluzione nel kumite e mi permise di ottenere numerosi piazzamenti nei Campionati Italiani (vittoria nel ’98 e nel ’02, e secondo posto nel ’01) oltre che la partecipazione ad altri due Campionati del Mondo WKC e due Campionati Europei.

In particolare, con Pino, oltre a trovare un ambiente ricco di stimoli agonistici, studiai per la prima volta con metodo il kumite da una prospettiva strategico tattica. Mi fu in altre parole insegnato e dimostrato che la vittoria nel kumite è determinata non solo dall’abilità tecnica (spesso ho assistito a combattimenti dove praticanti dalla tecnica sublime venivano surclassati agevolmente da altri la cui tecnica era molto più bassa) ma dal capire quando eseguire la tecnica in relazione all’avversario ed allo spazio e quindi, che il successo non può prescindere dalla capacità di creare la situazione favorevole al proprio agire impedendo, al contempo, all’altro di fare lo stesso. Terminai di competere nel 2004 a seguito dell’incidente accorsomi al ginocchio sinistro.

Negli anni successivi incrementai le mie conoscenze mediante lo studio di disciplini affini. Intensificai così lo studio del Tai Chi Chuan e mi affacciai sul mondo dello yoga e del massaggio tradizionale tailandese.

Nel Settembre del ’99 inizia la mia collaborazione con l’associazione sportiva Meeting di Firenze, qui si sviluppo negli anni a venire stabili corsi di karate per bambini, amatori ed agonisti. L’attività nel corso degli anni mi ha dato numerose soddisfazioni ed è ancor oggi il centro dei miei impegni nel settore. E’ qui che, a partire dalle mie esperienze e dai miei continui studi, cerco di profondere ad i miei allievi la conoscenza e la passione per una bellissima arte.

Dal Gennaio 2006 iniziai un nuovo percorso nel tai chi con il M° Leonardo Castelli, capo scuola centro Italia della ITCCA. Con lui inizia lo studio del tai chi stile yang tradizionale. Mai come in questo caso la parola tradizionale è stata latrice di profonda conoscenza, la reale trasmissione di una inestimabile conoscenza evolutasi nei secoli a partire dal capostipite dello stile Yang. Il valore della struttura psico-corporea, intesa come sfera completa, è stato uno spiraglio da cui ho potuto intravedere la via per elevare ulteriormente le mie capacità marziali. Lo studio è proseguito sino ad oggi, tanto che, oltre ad averne tratto giovamento anche nel karate, ho iniziato nel 2009 ad insegnare il tai-chi tradizionale yang come assistente di Leonardo.

Altra importante esperienza è stata la creazione e direzione di un corso di difesa personale per il Corpo Polizia Municipale di Firenze (2008-2009). Assieme agli amici Doddoli, Innocenti, Prosperi e D’Andrea, ognuno insegnante di vari arti marziali (karate, judo, ju-jistu, krav maga) abbiamo creato un corso su misura dell’utenza finalizzato alla limitazione degli infortuni, quindi, uno studio incentrato sulla prevenzione. Tale esperienza mi ha permesso, oltre che mettermi in gioco in una nuova sfida, di scambiare le mie conoscenza con gli amici sopra menzionati con un ulteriore spunto evolutivo per il mio percorso.

2012 nuovo infortunio grave al ginocchio, seguono due interventi chirurgici, ma, nonostante le previsioni scientifiche/mediche, torno in forma, segue la gioia di insegnare e combattere con i miei allievi; qualcuno di loro l'ho conosciuto da bambino e ora sono buoni atleti che mi danno molto filo da torcere, questo mi diverte molto.
L'entusiasmo permane, i miei allievi contribuiscono a questo, con la loro dedizione e cogli ottimi risultati sportivi conseguenti.
E' giunta l'ora di aprire una scuola, un centro in cui focalizzare tutte le nostre energie.
Con Gianni Spera fondiamo l'ASD e C Arti Marziali Firenze, nel 2014, e l'anno successivo prendiamo in gestione un nuovo impianto sportivo, da usufruire per evolvere noi tutti, una nuova grande avventura.

L'avventura si sviluppa con la formazione di un gran gruppo di praticanti, dai bambini agli adulti, amatori ed agonisti. Queti ultimi danno grandi soddisfazioni, tra il 2015 ed il 2018 si registrano quattro Campioni Italiani di kumite (Loddo, Marchetti, Capizzi D. e Canovai) oltre a Davide Canovai Campione del Mondo a squadre ed Europeo, squadre ed individuale.

Visto il lavoro svolto nel Settembre 2018, la Federazione Italiana Karate, mi conferisce il grado di VI dan ad honorem.

 

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